Sono da poco passate le 11:00 quando la Hochseeflotte, un tempo fiore allโocchiello della marina militare guglielmina, riceve dal contrammiraglio Ludwig von Reuter (1869-1943) lโordine di autoaffondarsi: nellโarco di appena sei ore, sotto lo sguardo incredulo della guarnigione che avrebbe dovuto sorvegliarne gli equipaggi, oltre 400.000 tonnellate di acciaio verranno inghiottite dalle fredde acque delle Orcadi.
Relegata in una condizione di inattivitร a seguito della battaglia di Helgoland (17 novembre 1917), la flotta di superficie tedesca era giunta pressochรฉ integra in mani avversarie. A pesare su un destino cosรฌ inglorioso non aveva contribuito unicamente la volontร di Reinhard Scheer (1863-1928), succeduto al moribondo Hugo von Pohl (1855-1916) nelle vesti di Comandante Supremo, di spostare il fulcro delle operazioni belliche sugli U-boote, ma anche il verificarsi di gravi episodi di insubordinazione: piuttosto emblematico risultรฒ essere lโammutinamento divampato a Wilhelmshaven il 29 ottobre 1918, presto allargatosi ai marinai di stanza a Kiel (3 novembre) e in molte altre cittร della Germania[1].
Con la firma dellโarmistizio di Compiรจgne, nella tarda mattinata dellโ11 novembre, le potenze vincitrici disposero il trasferimento delle navi in un porto neutrale o, qualora ciรฒ non fosse stato fattibile, allโinterno di una struttura dislocata sul loro territorio. ร bene precisare quanto un simile accordo, invero soluzione provvisoria nellโattesa che i colloqui di pace chiarissero il futuro delle forze armate di Weimar, nascesse dallโimpossibilitร nel garantire una vera e propria comunione dโintenti: i governi francese e italiano avevano infatti manifestato il desiderio di procedere con una spartizione delle unitร , laddove Londra e Washington facevano pressioni affinchรฉ venissero demolite. In ogni caso, di fronte al diniego opposto dalla Spagna e dalla Norvegia alla richiesta di internamento, la Hochseeflotte salpรฒ per la sua ultima crociera nel pomeriggio del 17, approdando nella rada di Scapa Flow dopo circa una settimana di navigazione[2].
I mesi successivi sarebbero trascorsi allโinsegna di una routine alienante dove la noia, il cibo pessimo e la nostalgia di casa minarono irrimediabilmente lo spirito degli uomini; numerose testimonianze riferiscono peraltro di imbarcazioni infestate da enormi colonie di ratti, mentre la scarsitร di vitamine e nutrienti favorรฌ l’insorgere di serie patologie[3]. Allo stesso modo, l’assenza di novitร sullโandamento dei negoziati giocรฒ un ruolo chiave nellโinstaurare un clima di profonda incertezza, accrescendo il timore per cui gli inglesi potessero impadronirsi della flotta in qualsiasi momento[4]. Con l’arrivo di maggio, quando cominciarono a trapelare le prime indiscrezioni sulla durezza dei termini imposti dagli Alleati, von Reuter decise finalmente di spezzare l’impasse, elaborando un piano articolato per l’affondamento del naviglio[5].
Lโoccasione ideale si presentรฒ in concomitanza del giorno stabilito per la sottoscrizione del trattato di Versailles, il 21 giugno 1919: traendo vantaggio dal miglioramento delle condizioni atmosferiche, la squadra al comando dellโammiraglio Fremantle (1867-1958) aveva preso il largo per svolgere unโesercitazione sull’impiego dei siluri, lasciando a un pugno di cacciatorpediniere il compito di vigilare sugli internati[6]. Alle 11:20, non avendo ancora ricevuto notizie dalla madrepatria[7], lโufficiale tedesco fece quindi trasmettere un messaggio ermetico e solo allโapparenza innocuo:
โParagrafo 11. Confermatoโ[8].
Van der Vat. D.”The Grand Scuttle: The Sinking of the German Fleet at Scapa Flow in 1919“, Birlinn Ltd, Edimburgo, 2007
Fu allora che gli equipaggi spalancarono le valvole di sicurezza e le paratie stagne, distruggendo nel processo lโintricato sistema delle condutture per lโacqua[9].
Perchรฉ questi interventi dessero i frutti sperati bisognรฒ attendere meno di unโora, quando la corazzata Friederich der Groรe iniziรฒ a sbandare sulla dritta (12:16) per poi capovolgersi del tutto. Una sorte analoga sarebbe ben presto toccata alla gemella Kรถnig Albert (12:54) assieme a diverse altre unitร : lโincrociatore SMS Moltke[10] (13:10), veterano di innumerevoli scontri con la leggendaria Grand Fleet; il formidabile Seydlitz (13:50), sopravvissuto alla battaglia dello Jutland (31 maggio-1 giugno 1916) malgrado i notevoli danni subiti; la fiammante Bayern (14:30), entrata in servizio neppure tre anni prima. Per poter cogliere appieno il dramma di quegli attimi, รจ sufficiente consultare la testimonianza rilasciata anni dopo da James Taylor, allโepoca uno studente quindicenne iscritto presso la scuola superiore di Stromness[11]:
Improvvisamente, senza il minimo preavviso e in maniera simultanea, le gigantesche imbarcazioni cominciarono a inclinarsi a babordo o a tribordo; alcune si rovesciarono inabissandosi con la prua e sollevando la poppa al di fuori dell’acqua […] Dagli impianti per la ventilazione si sprigionavano vapore, olio e aria, emettendo uno spaventoso sibilo ruggente. [โฆ] Mentre guardavamo attoniti e in silenzio, il mare si riempรฌ per miglia di scialuppe, amache, giubbotti di salvataggio e bauli; in mezzo ad essi, centinaia di persone stavano lottando per la propria vita. [โฆ] Allontanandoci da questa scena raccapricciante, vedemmo un’ultima grande corazzata scivolare giรน con la chiglia sollevata, quasi fosse una mostruosa balena.
Van der Vat. D.”The Grand Scuttle: The Sinking of the German Fleet at Scapa Flow in 1919“, Birlinn Ltd, Edimburgo, 2007
Nel complesso, su un totale di 74 navi da guerra che avevano servito nella Hochseeflotte, poco piรน di una ventina sarebbero sfuggite all’ecatombe[12], in parte grazie agli sforzi profusi dai britannici nel farle arenare sui fondali costieri. Si ritiene inoltre che almeno nove naufraghi siano deceduti nel corso dellโoperazione, colpiti dalle sentinelle mentre tentavano di raggiungere la sicurezza della terraferma[13]. Eppure, ciรฒ che emerge con chiarezza da un simile episodio รจ il fatto che abbia contribuito a riaccendere, in un Paese prostrato da una pace cartaginese foriera di terribili conseguenze, un sentimento misto di orgoglio e di ammirazione. Commentรฒ in proposito Reinhard Scheer, in un’intervista concessa al quotidiano statunitense Times Publishing Company:
ยซGioisco! Lโonta della resa รจ stata cancellata dallโegida della nostra flotta. Lโaffondamento di quelle navi ha dimostrato che il suo spirito non รจ mortoยป.
The Times Publishing Company, 1920
Niccolรฒ Meta
La Minerva
NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
[1] La scintilla della ribellione fu innescata dal tentativo del grandammiraglio Scheer, in accordo con il nuovo comandante della Hochseeflotte Franz von Hipper (1863-1932), di lanciare unโultima sortita contro la Royal Navy. Lโoperazione prevedeva il dispiegamento di una squadra navale forte di 18 corazzate e 5 incrociatori da battaglia, la quale avrebbe dovuto ingaggiare la Grand Fleet in uno scontro risolutivo. In ultima istanza, un simile colpo di coda avrebbe permesso di continuare le trattative con gli Alleati da una posizione di forza, ottenendo condizioni piรน favorevoli per concludere lโarmistizio.
[2] Prima di raggiungere la destinazione finale, la flotta tedesca si diresse nell’insenatura del Firth of Forth, dove trovรฒ ad attenderla centinaia di navi alleate. Qui avrebbe ricevuto disposizioni di ammainare la bandiera tedesca e non issarla fino a nuovo ordine: un provvedimento inutile, motivato dal solo desiderio di umiliare lโantico avversario.
[3] Lโinsieme di questi fattori fece sรฌ che, durante il periodo di internamento, 17.675 marinai su 20.000 venissero rimpatriati in Germania.
[4] Benchรฉ fossero state internate a garanzia dellโarmistizio, le unitร che componevano la Hochseeflotte restavano proprietร del governo tedesco. Per questo motivo la guarnigione inglese era diffidata dal mettervi piede, almeno finchรฉ i colloqui di pace non ne avessero determinato le sorti.
[5] Non esiste una precisa indicazione sulla โpaternitร โ del piano: nelle sue memorie, von Reuter rivendicรฒ di aver preso questa decisione in piena autonomia; viceversa, lโammiraglio Erich Raeder (1876-1960) riferรฌ di notevoli pressioni esercitate dallโesterno, in particolar modo dal capo dellโammiragliato Adolf von Trotha (1868-1940).
[6] Sebbene Fremantle avesse chiesto di incrementare la sorveglianza armata, il suo superiore e comandante in capo della Grand Fleet, Sir Charles Madden (1862-1935), ordinรฒ ugualmente di condurre lโesercitazione: il piano per impadronirsi della flotta era stato infatti fissato per la notte tra il 21 e il 22 giugno, e non cโera alcun indizio che lasciasse trasparire le vere intenzioni di Reuter.
[7] Per consentire la chiusura delle trattative di pace, lo scadere dellโarmistizio era stato posticipato alle ore 19:00 del 23 giugno. Nondimeno, questa informazione era del tutto sconosciuta ai tedeschi, i quali temettero che il loro Paese potesse essere nuovamente in guerra con gli Alleati.
[8] ยซร mia intenzione affondare le navi solo se il nemico tentasse di appropriarsene senza il benestare del nostro governo. Se questo dovesse accordarsi sulla loro cessione, allora procederemo con la consegna, tra lโeterno disonore di chi ci ha messo in questa posizioneยป.
[9] Per impedire qualsiasi tentativo di salvataggio, gli uomini a bordo dellโincrociatore Derfflinger danneggiarono persino le filettature delle valvole di sicurezza, gettandone le manopole fuoribordo.
[10] Lโacronimo SMS sta per โSeiner Majestรคt Schiffโ, letteralmente โNave di Sua Maestร โ.
[11] Tra coloro che assistettero allโepisodio, infatti, vi era una scolaresca di 160 ragazzi in gita sul battello Flying Kestrel.
[12] Come ultimo gesto di sfida, gli equipaggi avrebbero issato la bandiera tedesca sulle loro navi, contravvenendo in tal modo alle disposizioni lasciate dallโammiraglio John Jellicoe (1859-1935).
[13] ร opportuno sottolineare come i naufraghi non disponessero di alcun tipo di arma.


























L’ha ripubblicato su La Minerva.
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